martedì 3 febbraio 2015

Perché Gianmarco De Chiara si ferma a sorridere?

 Forse è pazzo. Forse no. Forse è solo normale che sia così. Che tutto segua una qualche specie di strada, una fatalità. Perché è ancora come se ci conoscessimo da tempo. E non c'è filtro, non c'è indifferenza che regga contro tutto questo. E me ne sono accorto. Che diamine di modalità scema è questa per far esistere qualcosa nel suo non esistere. Non finirà così. Non può. Raccolgo tutte le mie cose, proprio ora, che sto per partire e chissà con che faccia tornerò, con che matite, con quante righe scritte ancora pronte per essere lette.Tutto questo ha più di un valore per me, anche se tu non dovessi capirlo mai. Se continuassi a pensare male di me, che sono solo scemo e ostinato. Non è questo. Come un demonio raccolgo tutto quello che posso, mi faccio male e mi faccio del bene. Saluto sempre questa casa dove hai vissuto ad angolo sopra un tabaccaio e una pizzeria, e poi mi alzo sempre gli occhiali, guardando in alto, a quei balconi (sempre ad angolo) appena iniziata Via Toledo. Ormai è un gesto automatico e non ne vado fiero, ma in compenso mi gratta appena i denti e mi riporta sull'asfalto. Questo freddo. Questa grandine. Silenzio, per favore. Non ditemi niente, non ditemi più niente. Che solo insiste quel giramento di testa, come se ti sorridessi ancora una prima volta. E questi due secondi rubati alla vita sembrano durare davvero un'infinità di ore. Vediamo di cosa verremo a capo, una volta sistemati questi squarci di cosette. Adesso posso andare. Un anello, due anelli, tre anelli...ecco la cravatta, le mani sono pulite, la barba è fatta, i denti sono ruvidi, ma forti. S'illumina tutta la piazza, di botto, con la luce di un lampo portata stadio, vedo tutto in un colpo solo. Ripenso che è buffo, quando facevi Clint Eastwood. 



Tutti i disegni, le immagini e gli scritti (eccetto alcuni indicati nelle tag) su questo blog sono di proprietà di Gianmarco De Chiara (2008-2015)