mercoledì 24 dicembre 2014

Non ha un posto dove andare...

Guardo oltre questo cane. Guardo questo cane. E, se mi giro faccio, un tuffo indietro nel tempo. Ma non ci vedo solo il passato, ci vedo anche dei pezzi di presente. Ora, però, non me li so spiegare con tutti questi sorrisi di dentini spezzatini e di cappelli con gli interni a pois. Perché tu hai sempre gli stessi colori sul corpo e non te lo riesco a dire, perché quel ginocchio ha un telefono incorporato e i tuoi orecchini, che sembrano originari di Sparta, raccontano un sacco di cose. Ma questo è presente. Come le strade che vanno e vengono sugli arzigogoli delle non problematiche, mentre mi raccolgo in questo giubbotto caldo da Mescalero. Mi cullo sempre quando ci sei tu. Mi dai il senso di pace che cerco. Di cose che so. Perché tu sei la mia bambina a spasso nel mondo sulla tua bicicletta rosa...


Mi metto a cucire tutto questo raccontare e, a poco a poco, cerco di spiarti, come se dovessi poi. Resta il filo sospeso delle cose non dette e il brio del filo magico che resiste tra me e te, alle porte del 2015.


1 commento:

Anonimo ha detto...

:)

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