martedì 30 dicembre 2014

Lascia che ti racconti una storia...

Lascia che ti racconti una storia. Una di quelle che solo io ti so raccontare, non per argomento, ma per modo, perché a te saprei raccontare qualsiasi cosa e trascorrerei le ore, perdendomi attraverso la tua presenza. Lo so che la conosci, perché è una storia che ti ho già raccontato un po' di tempo fa, ma, ti prego, leggila ancora una volta...

"La vita sarebbe stata perfetta, la soddisfazione e il senso di benessere completi, tranne che per una cosa: Edith.

[...] La notte prima del suo compleanno, 2 gennaio 1913, Tolkien scrisse la lettera che per tanto tempo aveva sognato di scrivere. Ribadiva i suoi sentimenti ed esprimeva il desiderio che si potessero ricongiungere dopo tanto tempo di separazione. La mattina seguente, quella del suo compleanno, spedì la lettera e aspettò pazientemente la risposta di lei. 
Ma quando arrivò, qualche giorno dopo, le sue speranze e i suoi sogni furono temporaneamente infranti, perché conteneva la peggiore delle notizie: Edith si era appena fidanzata. Il suo fidanzato era un giovane che si chiamava George Field. La notizia avrebbe potuto porre fine alla loro storia. [...] 

Ma Tolkien non aveva mai smesso di pensare a lei e non aveva intenzione di lasciarsela scappare proprio adesso, dopo aver aspettato così a lungo. L'8 Gennaio era sul treno per Cheltenham per risolvere la questione. Edith era al binario ad aspettarlo. Andarono avanti a parlare fino a sera, e quando Edith si convinse che Tolkien l'amava ancora, promise di rompere il fidanzamento e di accettare lui. Fu così che i due si incontrarono sotto un viadotto ferroviario. Al riparo dalla pioggia. Sotto il diluvio. Per rinnovare il loro amore." 

[...]
Tolkien decise di fare scolpire sulla lapide della moglie il nome di Lùthien e sulla sua il nome di Beren, protagonisti della romantica storia del Silmarillon.

da La vita di J.R.R. Tolkien di Michael White


Lascia perdere George Field 
e tutti gli inutili e già conosciuti George Field che verranno... 

Come Beren e Lùthien

mercoledì 24 dicembre 2014

Non ha un posto dove andare...

Guardo oltre questo cane. Guardo questo cane. E, se mi giro faccio, un tuffo indietro nel tempo. Ma non ci vedo solo il passato, ci vedo anche dei pezzi di presente. Ora, però, non me li so spiegare con tutti questi sorrisi di dentini spezzatini e di cappelli con gli interni a pois. Perché tu hai sempre gli stessi colori sul corpo e non te lo riesco a dire, perché quel ginocchio ha un telefono incorporato e i tuoi orecchini, che sembrano originari di Sparta, raccontano un sacco di cose. Ma questo è presente. Come le strade che vanno e vengono sugli arzigogoli delle non problematiche, mentre mi raccolgo in questo giubbotto caldo da Mescalero. Mi cullo sempre quando ci sei tu. Mi dai il senso di pace che cerco. Di cose che so. Perché tu sei la mia bambina a spasso nel mondo sulla tua bicicletta rosa...


Mi metto a cucire tutto questo raccontare e, a poco a poco, cerco di spiarti, come se dovessi poi. Resta il filo sospeso delle cose non dette e il brio del filo magico che resiste tra me e te, alle porte del 2015.


giovedì 18 dicembre 2014

Mi avvicino per prima.

Non è solo abitudine. Non lo è affatto. C'è lo speciale del saluto che ti avevo promesso.
Che tu con questo rosso che mi piace ti avvicini, distratta. Se oggi hai alzato lo sguardo ti sei accorta pure che il cielo aveva lo stesso colore di qualche tempo fa. Tutto sembra andare a specchio. Non mi diverto, però, per le mie piccole cellule che si sfregano a ogni tua mossa. E io resto qui. Anzi, no, me ne vado. Non resisto. E ascolto questa canzone all'infinito notte e giorno, giorno e notte, da solo, con gli amici...come se avessi la possibilità di farti vedere tutte le cose che sto facendo. Per portarti sempre con me. Tutto questo leggere dietro i fatti, del resto, è solo perché sono una persona cattiva. Giusto?



sabato 13 dicembre 2014

GDC & GDC

Cammina Giddiccì, non ti fermare troppo a dire questo o quello. Tappati le orecchie.
Che bel rumore questi stivali. E la gente, fuori...
Nuota, salta, da un posto all'altro, evita con cura tutti gli attrezzi che non ti interessano, gli altri scappano e a te fa molto ridere questa cosa. Firmi tutto quello che si muove e quello che vorrebbe. Il resto torna a fondersi con le persone che non sono.
Saluta lei nascosta sulle scalette della chiesa, cerca l'altra, quella che studia attenta
tutte le parole del suo librone tutte le mattine...

io, GDC: ho aperto la busta dei ricordi. Esplodo di Sole. Crap. Trumk.
Ora ho le mani sporche di roba nera. Ti ho chiesto di tornare qui
a vedere con me tutte le nostre cose. Che fai una storia di profumi
quando ti rivedo, che non ho idea di quanto sia lunga la nostra
parabola, ormai lontanissima, ma non conta.
Che quando mi appari all'improvviso coi dentini spezzati
e il cappello grigio, mi si blocca il polmone
e mi sembra di tuffarmi nell'acqua gelida
dall'alto di un dirupo...

"Sono fatto così. Mi innamoro di donne che nemmeno lo sanno." John Fante



mercoledì 3 dicembre 2014

Che ho voglia di dirti.

Artic Monkeys - Snap Out Of It

What's been happening in your world?
What have you been up to?
I heard that you fell in love
Or near enough
I gotta tell you the truth…

I wanna grab both your shoulders and shake baby
Snap out of it
I get the feeling I left it too late, but baby
Snap out of it
If that watch don't continue to swing or the fat lady fancies having a sing
I'll be here waiting ever so patiently for you to
Snap out of it


Tutti i disegni, le immagini e gli scritti (eccetto alcuni indicati nelle tag) su questo blog sono di proprietà di Gianmarco De Chiara (2008-2015)