sabato 12 ottobre 2013

Adesso che sei due stivali.

Adesso che sono così disarmato. Ho tanto tempo per voltarmi. No, non ne ho di tempo! Non faccio che andare avanti e correre e fare, saltare, ridere, scherzare, ma non ho più quel sorriso scemo di un tempo. E' sempre una lotta, una sottile sfumatura di acido che si impossessa di me, a poco a poco. E non ci sarà mai più un Orfeo, perché non voglio cambiare la vita a nessuno. Voglio soltanto essere letto, fare piacere, ma non essere un'influenza repentina che ti catapulta su complimenti ipocriti e infiniti. Ho le tasche piene di tabacco, anche di quello che le persone mi regalano; mi regalano il fumo, mi regalano la morte e questi miei piccoli polmoni cominciano a cedere, quando trito e ritrito e fumo e strafumo che sembro una macchina industriale. Mi si squarcia il petto, se solo provo a respirare un pò di più. Se solo provo a concedermi una boccata d'aria dal marasma di ottobre, da cui non ne uscirò velocemente. Di baffo mi resta la delicata e seconda partenza e la speranza senza garanzie del suo non ritorno. Lei invece è uscita in punta di piedi, ma nel baccano dei cristalli mi ha svegliato bruscamente. Ricadono su di me sensazioni di pietre spaccate, strisciare al sole con le mani in tasca. Ma adesso che sono due stivali texani nuovi nuovi, posso camminare senza sosta ed esplodere dovunque in nuove stanze...


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