domenica 22 settembre 2013

Kermit.

Non è mai stata tua questa marcia. Tu hai sempre avuto quella forza delicata della scia che sa volare e sa difendere. Tu hai sempre proteso le tue braccia alle bocche di leone e ai cartoncini colorati. E ora che hanno provato ad ammaccarti io ti dico: non frenare. Perché con tutte le mie mancanze, sono qui a stendere le pennellate del tempo per vederti sorridere di arcobaleni ed esplosioni al limone col sapore del sole. Non è mai stata tua questa marcia e se non mi spieghi il codice, come posso salire sulla tua altalena e magari, fermarla per placare il capogiro che ti assilla; se io non sono nessuno e mi scagli ai margini delle scogliere, dove non posso guardarti, dove non vuoi che ti guardi. Perché la mia declinazione è essere il tuo rifugio di rametti e vederti gioire, rattlellare, costrimpare, con nuove parole e nuove fotocopie. Raccolgo pezzi vari e notizie metropolitane in un pulviscolo di palme rinsecchite e finestre in varie modalità...la sabbia portata dal vento che punteggia e scandisce i passettini che realizzi tra un gradino e l'altro, li vedo come fantasmi, li avverto e in lontananza un'eco di risate. Mi hai mostrato capelli mai visti in un giorno di bestie di pioggia, in un rossore invernale che quasi squarciava. Con le mani nelle dimensioni della tempera mi accorgo che parlo meglio adesso, sperando che il messaggio sia arrivato chiaro e blu. Perché lo so che non ci credi che si ferma tutto qui, così, perché tu sei per il sempre e per il mai, sei i denti di perla che uccidono la solitudine degli altri, sei per la voglia profumata degli Aquàttro e non appartieni a nulla, forse a te stessa, ma non ai fantasmi che ci fanno ancora male. Spegni la fiammella e raddrizza la strada.



Daisuke Igarashi



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