martedì 30 luglio 2013

Il M@r che è dentro te.


Che fatica essere qualcosa di speciale. Fissarti gli occhi e scorgere quel qualcosa di speciale, di luminoso e forte che conservo gelosamente, ogni volta, in un forziere piccino tra le mani affusolate. Le mani. Che quando le guardo penso che le vorrei indietro e bagnarle nuovamente, profumarle. Che fatica essere un imbecille, uno scemo, un cretino, esposto ogni giorno alle intemperie e alle idiozie degli altri, vuoti, VUOTI, fixing hole, barbuti figli di papà che fanno i pezzenti rock, ma non sanno fare proprio nulla. Sanno solo dare erba e cazzo alle loro ragazze, riempirle di puttanate e libri ben letti. Ma che fatica starti dietro, proprio ora che mi guardi e non ci sono o forse non mi guardi, ma ci sono, come sempre, per te. Che bello faticare...Che bello aspettare quei treni infiniti che si dilungano dolcemente su aliti di mare, regalandoti a me. Che fatica sperare che dalla tua bocca esca una promessa dorata per stendere nuovi fogli e ricominciare a disegnare. Io aspetto...



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