giovedì 4 aprile 2013

Arcobaleni lunghissmi.

Sì, sono tornato. Mi rendo conto di mancare da quasi un anno, me ne frega poco. Fuori sono cambiate tante cose. Mi rivolgerò esattamente a te. Quando una volta mi salutavi al bivio, di solito il sabato, ma poi il bivio ha smesso di essere bivio. Ora cosa percorre le mie lenti sporche e cosa le calpesta? Niente. Ho ripreso ad osservare le cose e a sistemare il mio mondo, e tu? Quando tutte quelle amicizie fantasma che (ci) cigolavano attorno, come spettri malati, le odiavi e le condannavi e adesso ci danzi, come solitaria scintilla. Sei nera, più scura, di colpo illuminata, ma poi ti ritrovo ancora più scura e non so che deludere le mie gengive doloranti, fracassare le mie nocche, spezzare le mie matite, deviare la mia tristezza che generi. Sì, la generi. Il pensiero è vuoto dolore di insalata, faccia/e sceme che sgusciano con una pacca di spalla, mentre pensavi tra buste e oggettini che io mi vendessi per poco, ma cercami e vedrai, sono solo col vento, le colonne, l'erba, l'aria, le mani, le mie mani, il mio libro da due euro, le mie spalle inesistenti e la mia irrefrenabile voglia di vivere. E tu? Sei forse scivolata nel fiume?

Tutti i disegni, le immagini e gli scritti (eccetto alcuni indicati nelle tag) su questo blog sono di proprietà di Gianmarco De Chiara (2008-2015)