mercoledì 21 dicembre 2011

Come puoi.

In questo paese buona parte delle cose che si fanno è fatta benino. Dentro schemi che ricalcano altri schemi. Tratti. Non si arrende più nessuno, anche perchè ci sono poche reazioni che nascono nei corpi. A me basta respirare quest'aria fredda, pensando che lei partirà. Qui non accade nulla mentre tutti vanno via. Rocce. Ero leggero, sono leggero. Mai. Mi sento scemo con queste cose addosso e in questo corpo. Nessuno commenterà questo schifo, perchè ci sarà altro da fare su altri blog radical fighetti, ascoltando playlist fantastiche di musica qualunque. Io invece sto ascoltando un gruppo che non mi piace affatto, perchè magari qualcosa ci esce. Meno pregiudizi. Non so cosa sto scrivendo, vado così, come tempo fa e ora vorrei solo scendere e farmi una passeggiata, tanto sarei solo comunque. Oppure libero come si diceva tempo fa.  TTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTRRRRRRRRANNNNNNNNXillo piccino non è successo niente. Guarda un ponte. Come posso vivere così a scheggia, così veloce che manco mi vedo e intanto...lei parte.

lunedì 5 dicembre 2011

C. mi disegna.

Una poesia su Jamarco di Lorenza Carannante

immergimi distruggimi
risvegliami risorgimi carezzami
attaccami annusami e scoprimi

senza pelle mi distingui
mi riconosci nel pianto
sappiamo trovarci
e mai averci

apoteosi
di regole e grammatiche
di spille a fumetti
ti disegni a chiazze

tu che sei così elaborato
e pieno
e infinito

curami

giovedì 1 dicembre 2011

Una fotina arancione.


[Odore di garage, ragni agli angoli, amici dondolanti,
gatti che ciondolano e ipocriti, falsi, cornuti etc.
non ci interessa
perchè abbiamo delle formine per le nuvole
- cose innominabili -
non ci interessano
perchè abbiamo il nostro piccolo e modesto
uni/ (n) verSo]

11 <3 Auguri mòr

mercoledì 16 novembre 2011

Ho concluso Orfeo.

Ci stavo lavorando dal 2009 e stasera ho inchiostrato le ultime quattro tavole di "Orfeo", romanzo a fumetti che mi ha tenuto impegnato per tre anni, 113 tavole. Un abbraccio alle poche persone che lo hanno letto durante questi tre anni di lavoro.

lunedì 7 novembre 2011

BUMàut.

Ho la necessità di essere una cosa X.
Ho la necessità di sciogliere nodi. Ho la necessità di...

Non lo dico senò poi qualcuno pensa che io sia il solito tizio sfigato che non ha idee e allora scrive cose tristesse e radical per essere un amalgamo di uova. Allordunque io dico che invece si fanno tante cose e ho autostrade che prolungano cose di capelli da unghia sUb. Sono nato il 5 Aprile 1989 e ho visto più di 2.000 film, credo, sono un nullareggente e nulla voglio reggere. Solo vorrei restare, lì, dove volano le ultime rondini su vallate inondate dal verde che ricopre lavatrici scassate e auto abbandonate.

domenica 2 ottobre 2011

STORIE AL RAMARRO

STORIE AL RAMARRO
Gianmarco De Chiara

STORIE AL RAMARRO
9 acquerelli inediti di Gianmarco De Chiara

[Fumé Factory 2011]

mercoledì 21 settembre 2011

Voglio essere l'ombra NERA.


Purtroppo non riuscirò mai a sopportarvi. Mai. Con le vostre dita nascoste e gli occhi sempre bassi, i pochi interessi zero e le frasi che ricordano vagamente un morto per valori. E voi? E noi? Ci sono furbi, ladri, merde, traffichini, ipocriti, falsi che danno a vedere un grande interesse per l'ambiente che frequentano, eppure un altro valore ha sostituito quello dell'affetto. Ora chi starà leggendo, magari sospirerà, pensando che in fin dei conti siamo così assuefatti da questi nuovi valori che non c'è bisogno di distruggerli o modificarli, perchè è come se esistessero da sempre, questi nuovi valori. Il tempo è diventato una illusione e illusi siamo ancora dell'esistenza che crediamo di vivere a pieno. Non ci sarà esistenza finchè essa sarà una illusa illusione.

Non siamo niente,
finchè restiamo spiaccicati in una piazza,
non saremo niente
finchè non ci trasformeremo in guerrilla
finchè non saremo l'ombra
NERA
di questo stato di cose...

mercoledì 3 agosto 2011

LunGa noTTe.

chum chum

Fa la notte, calda
che mi rosica i pensieri  crunch crunch
e non mi fa dormire
non mi fa dormire più zzz
mai più

chum chum

fanno i miei pensieri
ingarbugliati    grovìgl grovìgl
che non si capisce un cazzo
mai di niente

sorride

una ragazza
che fuma tabacco
e mi pensa
forse al mare

si spaccano
le ossa
e le mie mani
contro i denti
e contro tutto
ora basta

meno male che domani
sarò bello e riposato

chum chum
fa la notte che tormenta
mi tormenta

io non penso che domani
sarò bello e riposato

e ancora chum

venerdì 8 luglio 2011

L'amore scritto sull'Ariete.

Trovarsi dietro un Ariete di Resìna. Trovarsi su mille righe colorate.
Trovarsi su due seggiolini di cumana.
Trovarsi...


A Lorenza, fantastica (còre)!

martedì 5 luglio 2011

Xantippe.

Posso fermare un passante e barattare insulti. Posso chiedere una nave più grande per le mie mercanzie o assumere un califfo che mi illuda di essere in posti lontani. E' necessaria l'ipocrisia, è necessaria la falsità, è necessaria la superbia e tutto il resto. E' piacevole il bene senza pretese, l'affetto senza richieste, il favore senza tempo di scadenza, la disponibilità e il sorriso dopo una sigaretta. Un viaggiatore mi ha spiegato che non esiste un bel niente oltre il limes, ma c'è un mondo invece dietro la curiosità. Non chiedere mai a nessuno, ha aggiunto, se ha voglia di essere una pianta o un bene senza troppe perfezioni. Mi sono affacciato al balcone, in qualche ora strana e indefinita, senza essere il piacere di qualcuno, ricordando una battaglia finita in un dipinto. Ricordando una voce troppo scema per essere ascoltata. Ricordando che .... (basta non continuo...) Perchè la solitudine è una vertigine. Ed è vita. Vita che respira su tutte le vertebre.

Scappano. Xantippe. Stanno scappando. Xantippe.


martedì 28 giugno 2011

Cipolla.

Alba. Forse è solo neve. Non mi trovo come il più normale dei capelli storti. L'avventura è sempre dietro la porta, con una costanza terrificante; io resto a guardarla e mi chiedo se è questo che disegno sulla carta o che racconto alle persone. Perchè è come la musica che si modifica di continuo e che subisce le variazioni dell'esecutore. La mia disattenzione al 40% comporta un fastidio nelle persone attorno a me. Oggi hanno cambiato la tapparella (notizia irrilevante). L'avventura è su di me, è con me ed è mia, prima di tutto. Che sia avventura dunque! Aiè aiò! Con il sapore di un giavellotto e di una spada, di un elmo e di un coraggio non ben identificato. Avventuriamoci...


mercoledì 1 giugno 2011

Il buon odore delle forbici.

°° Libretto d'Arte °°Raccolta di disegni di Gianmarco De Chiara (7,5x10,5)
cartoncino rigido, edizione interamente lavorata a mano
tiratura limitata, copie numerate e autografate
copertina blu, grigia, rossa 2 €

[Fumé Factory 2011]

martedì 24 maggio 2011

Latte.

Quando non basta nemmeno la pioggia a coprire il silenzio. Non sarò lo straniero che ti accompagna giocondo, ma ho una mano sempre libera. Ho delle arie dissidenti e poco spazio per muovermi tra i viottoli musicali. Solo ossa, una camicia e una borsa. Solo ossa. Solo una camicia. Nessuna borsa. Il mondo è enorme, la vita è una borsa. Ho ancora tante cose da raccogliere.
E piove alla fine di Maggio. Come una pulizia...

martedì 17 maggio 2011

Orfeo, nona puntata.

Continuando Orfeo. Ormai alla nona puntata; ormai manca poco (insomma) per la fine. Questa puntata di sette tavole interrompe la narrazione dei fatti, per soffermarsi su alcuni ricordi perduti e ritrovati. Qui sotto una tavola che ho finito poco fa. Senza sonno e pieno di vita, continuo. La vestaglia della mamma. GDC

martedì 10 maggio 2011

Come le non promesse.

Glork! Arbg! Zurth! Non promise bicchieri di latte, non promise carezze, ma rosse candele. Erano le false premesse di una cena di non promesse. Mi sentivo orfano. Io che non avevo premesse.

mercoledì 4 maggio 2011

Matamoro.

Presto tra le vostre mani. Sul prossimo numero di Fumé (Luglio 2011). Anticipazioni.


domenica 24 aprile 2011

Ciottoli.

Qualcosa che sparisce, qualcosa che ritorna. Per ogni dolore, una nuova gioia. I sorrisi di una percentuale abbastanza alta di scarpe e le gote. Di chi gode, assieme. I ciottoli nella campagna di mia nonna a segnare i passi dell'infanzia e le campane, cui non ho mai giocato (forse cinque volte).

Còre.

Una semplice e disarmante dedica, con tutta l'ingenuità che ho...

(senza fronzoli).


domenica 10 aprile 2011

Caramello.

Con le mie storie, i miei racconti, le mie spalle pesanti. Le notti. I giorni. Le ore. Canzoni. Le mie menate con le gambe incrociate e l'aria di questa domenica pomeriggio, così tenera. Disperata. Come faccio? Non lo so. L'aria ha l'affanno e dai sanpietrini s'alza un odore di capelli, che mi sembra di conoscere, ma forse sale dal mio braccio sinistro. Dove hai dormito.
Che sento così vicino.

lunedì 21 marzo 2011

Verde L.

di Lorenza Carannante

Napoli sembra minuscola sotto i nostri piedi intrecciati, le scale indefinite ed infinite le facciamo in due passi di corsa, a stento riusciamo a distinguere i passanti che alla fine sono tutti uguali e sbadigliamo dei nostri discorsi non per noia, ma per felicità. Nella nostra complicità piccola non per grandezza, ma per tenerezza dei giorni, ci dividiamo anche le sigarette, i calzini, i sogni, le ore, sperando che qualcosa cambi almeno alla cumana guasta ed alla strada rotta, che ci separa in questa città che sembra minuscola sotto i nostri piedi intrecciati. Mi si sbriciolano i ricordi sotto le dita fredde a contatto con la coperta. C’è qualcosa in questa stanza che mi trattiene sempre a sé, come un sogno mentre piove. Sarà che in questo letto ci hai dormito tu. Sarà. Non riesco più ad alzarmi. Abbiamo ballato incoscienti e leggeri sui pavimenti, tracciando angoli di vita e mappe d’amore, leccando ogni simbolo e facendo del dolore solo un vecchio fiammifero spento. È buio, è ancora e forse sarà sempre buio il senso di noi due infelici, a gridare forte senza guardare più il cielo. Insegui ed afferri domande come fossero farfalle, liberandole poi, dando loro il giusto peso. Le risposte bastano ancora poco; per il resto ti sazi con gli occhi. Cos’è che sei? Il gusto di qualcosa d’indefinibile che sa di mela, il senso di una margherita in un libro vecchio. Un cassetto di segreti e pensieri, una ciocca di capelli in un fermaglio rosso, due occhi in continuo movimento. Ti vedo dietro le mie palpebre appoggiato ad un lampione notturno sbuffando un po’ di fumo. Le tue radici in viaggio sono salde negli stivali da sceriffo ed i pensieri sono trattenuti da un paio d’occhiali; al collo la sciarpa di tua madre: mi chiedi se sono felice. Ti sposti lo stesso ciuffo di capelli neri dagli occhi di passaggio con le dita che sembrano tracciare un’onda buona sulla tua fronte di cielo; io forse ti sorrido, chissà.

Hai un nastro di fumo che ti balla tra le dita come impazzito, e questa notte è tutta così magica. Ti sei stiracchiato un po’, sbadigliando fogli e parole; hai percepito in me un sogno ricorrente ed io lo stesso, tanto che il tanto adesso non ci basta. Le nostre risate si rincorrono lungo Santa Chiara e sull’autostrada dei nostri progetti marini che abbracci come un fratello maggiore. Sei nella mia stanza accoccolato sul mio collo che faresti invidia a quel nastro di fumo: ti respiro e mi scoppia il cuore.

http://www.andfinallyirippedmypants.blogspot.com/2011/03/rosso-g.html

venerdì 18 marzo 2011

Lettera ad una amica.

Sei lontana ora. Mi ricordo il tuo odore prima di andare a dormire e le nuvole graffiate via dal cielo da un vento fortissimo. Era giugno, forse, e avevo lasciato dell'inchiostro su un mobiletto. Avevo paura della tua cucina e di quelle pentole appese come conigli. Mi agitavo per la casa, mentre tu dormivi già e con te mezza città. Mi agitavo per la casa e volevo essere più alto. Di tanto in tanto mi affacciavo sulla strada (a torso nudo) e respiravo quell'aria calda e le mille avventure che sarebbero arrivate. Dov'ero? Dove erano le mie scarpe? Dove erano le mie avventure future? I tuoi contorni speciali e i tuoi libri sparsi senza un disordine preciso: teatro, politica, fumetti d'autore, romanzi, saggi, cucina. Riesco ancora a vedere le ombre squadrate nella tua camera da letto e una teca con delle pipe, tutte lucenti. Era quasi mezzanotte e la pila di piatti sporchi nel lavandino non era stata lavata. Lo feci io. Così lavai i piatti, ridendo; a giugno, forse.


martedì 15 marzo 2011

Uomini.

Saremo di colori diversi, ma ciò non impedisce l'amore. Deve essere sempre la guerra tra i popoli? Per i soldi, per il commercio, per le industrie (basta dirne una)? Credere in cose diverse non vuol dire essere nel torto o nel giusto. Siamo uomini, la nostra vita è uno sputo nella storia, vale davvero la pena tutto questo odio...??? No.



giovedì 10 marzo 2011

Storia di un bambino e del suo pezzo di cielo.


Ho nascosto un pezzo di cielo in una scatolina. Ma non vi interessa.
Sono un bambino e sorrido. Mi rispondete con ragionamenti stupidi.
Ho un fiore che mi spunta dalla mano. Voi sbadigliate, camminando al mio fianco.
Oltre la linea è difficile stare. Lo so. Farete sempre il tifo per quelli sbagliati.
Se poi è giusto fare il tifo...

martedì 1 marzo 2011

Noccioline.

Nessuno di noi due l'avrebbe mai detto...

E ancora ce lo diciamo, come oggi. Come noccioline. Di ritratti. Che mi fai. Senza sosta. Che cosa stupida. E ancora...

Questi capelli tagliati da due settimane e abbiamo tagliato anche Marzo. Cosa mi impressiona nella tua stanza? Tutte quelle cose inutili, l'idea di fare qualcosa, magari un ristorante e sono in cento cuori diversi; che ti racconto. Ho un passo decelerato con pochissime erre e tante elle e imparo che ora scrivo solo cosette e ci sono progettisssssimi che straripano dai fogli, dalle fiere, dalle riviste che parlano di me. Fuori c'è poca roba, la gente si perde il meglio: è egoista.

Viva gli alberi, la meraviglia, il mare, le noccioline, gli occhi, le galassie, i nuovi spazi nella mente...

mercoledì 16 febbraio 2011

Appunti e storiella di un medico e di un parto.

Pronto come un canguro mi guardo i marsupi e sono più che contento di essere a questo mondo. Di esserci tornato, anni fa, dopo un breve periodo di assenza e di averla scampata. Ci sono cose che l'uomo pensa e che non dice mai, così tante cose che potrebbe dire e invece articola il suo cervello sempre su quelle quattro, per quanto dirompenti possano essere o non dirompenti. Non mi dilungo, mi diluisco. Sono un liquido e sono un solido. Sono il solito e non sono mai io. Sono io, senza essere io. Non mi sta bene niente. Come se dicessi sempre pappagalli. P A PP A G A LL I.


Dopo il parto, il dottor Hinkfuss prese la mano della dottoressa Kareinghaal e le sfilò il guanto duro/morbido in lattice e poi le disse: "Cazzo, che parto!". Lei annuì, come un idiota, come solo una troia che vive bene sette giorni sù sette può fare. A quel dondolante sì sì di capoccia, il dottor Hinkfuss prese a sillabare nomi di attrezzi erotici e la spinse nell'ascensore, per provare più e più volte il sacro e il profano. La galleria era solinga e l'aere un pò tiepido. Hinkfuss rise della sua presenza nell'albo dei grandi dottori e continuò a riprodursi fino alla fine dei giorni.


(sfil il guànt)

domenica 30 gennaio 2011

La raccomandazione del pennarello.

Le ragioni per cui le vostre gambe o le vostre teste debbano...
Cani, fermagli, mogli, gabbiani, pali, kili, grammi, erboristeria, amici, amanti,
seccatura, novità, qualche nota, qualche ... Q???
Il senso di un certo tipo di erotismo non trascende dalle indecenze e dal moralismo. Cosa siano poi le persone che camminano oggi per strada..io lo so, ma non voglio scriverlo, perchè ho troppi occhi...
Voglio raccomandare un mio pennarello all'erotismo internazionale, pronto a scandalizzare le restanti menti burocratiche della formazione formalista.

venerdì 28 gennaio 2011

Resti.

Facevo dei lunghi bagni, durante i quali ero domato dal grunge. E fischiettavo, nei corridoi, seguendo sottilissime gambe di cento persone, che mi insegnavano, senza volerlo, ad essere un pò più alto. Donavo e facevo regali, ne faccio ancora. Ho imparato a disegnare le divergenze dei corpi contundenti, quando i falsi intellettuali di sinistra si laccavano i capelli, spacciandosi per cantautori impegnati. E odiavo e odio queste e diverse categorie affiliate. Per indole. Come se dovessi qualcosa a qualcuno, io non devo niente a nessuno e tutto a tutti.

domenica 23 gennaio 2011

Matite Orfeo settima puntata.

Con la tavola sessanta...siamo quasi a metà dell'opera. Ci sono alcune tavole sparse qui e quo per le puntate a venire...siamo circa a settanta in totale. Rimboccarsi le maniche, nuotando nel resto.
[Nota superflua: il naso è stato già inchiostrato.] C. pienzammè ca' i penzattè nella tavola 93.

sabato 15 gennaio 2011

Calamite.

Non credo di avere un valore; quello assoluto dell'indifferenza e il silenzio di chi giace, comandando le bianche pedonali. Io sono un mucchio di frasi soffuse, confusioni e balli primaverili. Sono due isole dello stesso mare che non si sono mai incontrate e sono una capitale che forse non vuole più esserlo. Sono un scheletro con un giaccone, con un cappotto, una cravattina nera. Sono un ragazzo. Sono un dissidente. Sono quello che ti ride in faccia come un demente. Sono la mano che disegna. Sono l'occhio che scappa e sbircia alla fine della vita.

TOH!!!
Come i due tipi sulla copertina di quell'album sconosciuto.


domenica 9 gennaio 2011

Dita blu.

Ti ho fatto vedere come si riempiono due pagine di quaderno in meno di mezz'ora. Ti ho spiegato come funzionano le gru. Sono stato ore a maledire il mio essere così insopportabile...
La corsa per un tavolino libero al caffè, i miei stivali da west e i tuoi stivali di cartone. Ora c'è una certa velocità nelle gambe, quasi volano (tanto sono cave le ossa) e i miei occhi non fanno che restare aperti. Si. Giusto. E' "infinito" il termine. Ti sono piaciute così tanto le mie dita sporche di inchiostro blu che hai imparato anche a ripetere le mie esclamazioni volgari. Ora sono le 3.25, non so cos'altro esprimere, ma ho mantenuto la mia promessa con queste sette righe sceme.

domenica 2 gennaio 2011

C.

Balconi, balconi, balconi. Una pianta inopportuna. E tutto coincide con l'alba del nuovo anno. Il resto delle carte sono ancora da fare e intanto avanza l'idea di cambiare lo stivale consumato. Primo scarabocchio del 2011. Non c'è un solo autore valido in giro, a parte una ventina che conosco io e altri nuovi ancora da scoprire che aspettano sotto le coperte...

Tutti i disegni, le immagini e gli scritti (eccetto alcuni indicati nelle tag) su questo blog sono di proprietà di Gianmarco De Chiara (2008-2015)