giovedì 26 giugno 2008

Incontro con Gala

Non essendo in grado di parlarle, cercai di circondarla con mille piccole attenzioni. Correvo a cercarle un cuscino, un bicchier d'acqua, le indicavo, in silenzio, il punto da cui avrebbe dominato meglio il paesaggio. Gala, che con intuizione unica al mondo coglieva appieno il mio stato d'animo, era tuttavia ben lontana dal sentirmi furiosamente innamorato di lei. Mi considerava un genio-mezzo matto, ma capace di un grandissimo coraggio morale. E voleva qualcosa da me, qualcosa che completasse finalmente il proprio mito, qualcosa che io, io solo potevo darle.

"Piccolo bambino mio!" mormorò. "Non ci lasceremo mai".
Era destinata ad essere la mia Gradiva, colei che avanza.

da La mia vita segreta di Salvador Dalì



un mio lavoro dedicato a Dalì e Gala.
GEK.
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